Il Centrodestra non si crei problemi da solo: altro che premiership

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Non c’è dubbio che il Centrodestra avrà un po’ di problemi in campagna elettorale, a partire da un’offensiva disgustosa della sinistra. I toni sono già enormemente gravi, Letta e soci li alzano perché non altro da dire agli italiani.

Della Meloni dicono ormai di tutto, Berlusconi lo dipingono – davvero volgarmente – come “la ruota di scorta di Salvini” e di quest’ultimo non ne parliamo che ci è abituato. A sinistra non cambiano mai.

I problemi del Centrodestra servono alla sinistra

L’ultima cosa che deve fare il Centrodestra è caricarsi problemi propri. Ma a che serve insistere sulla premiership: a me sembra evidente che se davvero la Meloni prende più voti andrà a Palazzo Chigi. E immagino che Salvini tornerà al Viminale. Difficile che la sinistra sia contenta.

Può succedere anche il contrario: se Salvini arriva prima toccherà a lui. Ma a che serve discuterne ora? Se hai voti hai anche parlamentari. (E a proposito, ha poco senso pretendere il 50 per cento dei collegi: serve solo a demotivare parlamentari e partiti, un autogol).

Ha detto ancora ieri Salvini: “Lasciamo a sinistra litigi e divisioni: per quanto ci riguarda, siamo pronti a ragionare con gli alleati sul programma di governo partendo da tasse, lavoro, immigrazione e ambiente. Chi avrà un voto in più, avrà l’onore e l’onere di indicare il premier”. Più di questo che deve dire per rassicurare la leader di Fdi?

Pensare al programma per il futuro degli italiani

Pensate al programma, agli impegni sulle cose da fare per l’Italia e non alla prima poltrona della politica. Rassicurare e non spaventare, non è un assalto alla cittadella del potere.

E siccome credo di conoscere la Meloni molto bene, non ce la vedo proprio come ossessionata da Palazzo Chigi. Se ci andrà sono certo che sarà all’altezza del compito. Ma ora vi dispiace andare a prendere voti anziché ammirare i sondaggi?

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