I RAGAZZI DEL CICLOSTILE

Pubblichiamo con piacere l’articolo per la Fondazione Giorgio Almirante di Adalberto Baldoni
che illustra il suo recente libro “ I RAGAZZI DEL CICLOSTILE “

Abbiamo detto e scritto più volte che senza radici, ossia senza una propria
storia, un qualsiasi movimento politico nel tempo si inaridisce, perde la
sua identità, i sui valori. Non è più punto di riferimento soprattutto per le
nuove generazioni. Col tempo è destinato a evaporarsi, a morire.
Bene ha fatto quindi Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento alla
presentazione del libro “ I ragazzi del ciclostile”, scritto a quattro mani dai
saggisti Adalberto Baldoni e Alessandro Amorese, per la casa editrice
Eclettica, a sottolineare che il simbolo della Fiamma non sarà tolto dall’
emblema di Fratelli d’Italia. Non si può cedere ai ricatti e alle
intimidazioni di certa sinistra e dei poteri forti (partiti e carta stampata) che
hanno definito “fascista” il Msi, fondato nel 1946 da Almirante, Romualdi,
De Marsanich. In nome dell’ antifascismo la sinistra vorrebbe imporre il
“pensiero unico”, il suo. Alla faccia della democrazia.
Il libro di Baldoni e Amorese ripercorre la storia della Giovane Italia, la
più forte organizzazione studentesca di destra che ha dominato nelle scuole
dal 190 al 1971. E’ necessario descriverla.
Nel settembre 1950 a Bologna, la seconda assemblea dei giovani missini
decide, su iniziativa di Bartolomeo Zanenga, che il settore degli studenti
medi sia chiamato Giovane Italia. Era stato Giorgio Pisanò, all’epoca
ispettore dei gruppi giovanili missini della Lombardia e dell’Emilia, a
proporre che i nuclei studenteschi si chiamassero Giovane Italia come a
Milano dove era sorta la prima associazione.
A dicembre una circolare di Cesco Giulio Baghino, responsabile del
Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori del Msi, impartisce nel
merito dettagliate disposizioni. In pochi anni l’ associazione si diffonde
capillarmente in tutte le scuole. Guida le manifestazioni per il ritorno di
Trieste all’Italia, per la difesa dell’Alto Adige contro le ingerenze dell’
Austria, per esprimere solidarietà ai popoli oppressi dal comunismo, si

batte per un’ Europa unita allo scopo di non farla condizionare dagli Stati
Uniti o dall’Unione sovietica. In prima linea con i suoi militanti quando si
tratta di soccorrere e aiutare le popolazioni colpite da calamità naturali,
come nel Polesine, a Firenze e nel Belice.
Può essere considerata un vero e proprio sindacato degli studenti medi
perché fa giungere anche in Parlamento e nelle preposte sedi
istituzionali le esigenze dei giovani, denunciando l’ inadeguatezza delle
strutture scolastiche, soprattutto nel Mezzogiorno, che si manifesta
con evidenza per insufficienza di aule, servizi complementari, (
igienici, sanitari, sociali, sportivi),attrezzature didattiche, scarsità di
insegnanti ).
L’Associazione, come strumento di comunicazione, da subito penetra
nelle scuole con giornaletti d’ istituto e volantini, utilizzando soprattutto il
ciclostile. Non possiede le attrezzature e i fondi a disposizione della
Federazione giovanile comunista che sforna periodicamente giornali e
volantini stampati. Ma negli anni Cinquanta fino a metà anni Sessanta
è il più seguito movimento giovanile tra gli studenti. Precede di quasi
venti anni, forme e metodi di propaganda che saranno usati durante
la contestazione giovanile. Per Giuseppe Tatarella, uno dei più apprezzati
dirigenti dell’ Associazione, il successo della Giovane Italia fu anche
quello di rimanere sganciata dal Msi. Le contrastanti posizioni sulla
contestazione giovanile causeranno la frattura della destra giovanile. Nel
1971 terminerà il brillante percorso dell’ Associazione quando sarà
costituito il Fronte della Gioventù, organismo parallelo al Msi.

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